Il più grande gestore patrimoniale europeo, Amundi, ha compiuto una delle mosse più significative nel panorama delle azioni legate alle criptovalute, aumentando del 373% la propria partecipazione in Strategy nel quarto trimestre del 2025. La società francese, che amministra oltre 2.300 miliardi di euro di asset, ha acquistato circa 3,77 milioni di azioni aggiuntive, portando il totale a 4,79 milioni di titoli detenuti. Il dato emerge dal modulo 13F depositato presso la SEC e reso pubblico a metà febbraio 2026, segnando uno dei più rilevanti ingressi istituzionali nel settore.
Al 31 dicembre 2025, il valore della partecipazione era stimato intorno ai 728 milioni di dollari, anche se le valutazioni più recenti lo collocano attorno ai 641 milioni a causa della flessione del titolo. L’operazione conferma come le grandi istituzioni finanziarie continuino a considerare Strategy un proxy Bitcoin, ossia un veicolo indiretto per esporsi alla principale criptovaluta senza acquistare direttamente l’asset digitale.
Strategy, precedentemente nota come MicroStrategy, ha costruito negli ultimi anni un modello di tesoreria fortemente incentrato su Bitcoin. Al 22 febbraio, la società deteneva 717.722 BTC acquistati a un prezzo medio di 76.020 dollari per moneta. Con Bitcoin scambiato nella fascia tra 63.000 e 66.000 dollari, le partecipazioni risultano in una perdita potenziale di circa 8 miliardi di dollari. La correzione è stata amplificata dalle tensioni geopolitiche che hanno colpito i mercati globali, contribuendo alla volatilità degli asset digitali.
Nel quarto trimestre 2025, Strategy ha registrato una perdita secondo i principi contabili GAAP, dovuta a svalutazioni mark-to-market sugli asset digitali. Nonostante ciò, la società ha proseguito con determinazione la propria strategia di accumulo, completando il centesimo acquisto di Bitcoin con l’aggiunta di 592 BTC per circa 39,8 milioni di dollari, finanziati attraverso vendite di azioni at-the-market. Questa modalità di raccolta di capitale evidenzia la natura diluitiva dell’approccio, ma anche la coerenza con una visione di lungo periodo orientata alla massimizzazione dell’esposizione in criptovaluta.
La decisione di Amundi si inserisce in un contesto di crescente interesse istituzionale verso gli asset digitali e i titoli collegati. Nel corso del 2025, la società aveva già aumentato progressivamente la propria posizione in Strategy, con incrementi significativi nei trimestri precedenti. Anche altri investitori di primo piano hanno rafforzato la propria esposizione. Norges Bank, il fondo sovrano norvegese, ha acquisito una partecipazione in Strategy per circa 1,2 miliardi di dollari nel secondo trimestre del 2025, segnalando un orientamento condiviso tra grandi operatori verso questo tipo di investimento.
Il presidente esecutivo Michael Saylor continua a promuovere Bitcoin come asset strategico per la tesoreria aziendale nel lungo periodo. Nel 2025, Strategy ha raccolto 25,3 miliardi di dollari di capitale, diventando per il secondo anno consecutivo il maggiore emittente azionario tra le società quotate negli Stati Uniti. L’azienda controlla ora circa il 3,4% dell’offerta massima teorica di Bitcoin, una quota che le attribuisce un ruolo rilevante nelle dinamiche di mercato, pur operando in un contesto di forte volatilità.
Nonostante la concentrazione significativa di BTC in bilancio, il titolo Strategy viene scambiato a uno sconto rispetto al valore di mercato delle sue partecipazioni in Bitcoin. Questo scarto riflette le incertezze legate al modello operativo, alla sostenibilità delle continue emissioni azionarie e alla dipendenza quasi totale dall’andamento della criptovaluta. Tuttavia, per investitori come Amundi, la partecipazione può rappresentare un’opportunità di esposizione indiretta con potenziale di rivalutazione nel caso di una ripresa strutturale del mercato crypto.
L’operazione segnala anche un cambiamento culturale nei grandi gestori europei, tradizionalmente più cauti verso strumenti ad alta volatilità. L’ingresso massiccio in un titolo strettamente correlato a Bitcoin indica una crescente accettazione dell’asset digitale come componente strutturale dei portafogli diversificati, almeno in quota marginale. Resta però evidente che la strategia comporta rischi elevati, legati sia alle oscillazioni del prezzo di Bitcoin sia alla leva finanziaria implicita nelle operazioni di raccolta di capitale.
In definitiva, l’aumento della partecipazione di Amundi in Strategy rappresenta un segnale forte per il mercato. Non si tratta solo di una scommessa su una singola società, ma di un’indicazione più ampia sull’evoluzione del rapporto tra finanza tradizionale e criptovalute. In un contesto ancora instabile, la scelta del maggiore gestore europeo suggerisce che l’interesse istituzionale verso il mondo crypto non si è affatto esaurito, ma continua a ridefinire equilibri e strategie nel panorama finanziario globale.