Bitcoin potrebbe essere vicino a un bottom di mercato. È questa, in estrema sintesi, la lettura che arriva da JPMorgan, e che sorprende soprattutto per la fonte. A dirlo non è un analista storicamente ottimista sul comparto crypto, ma Nikolaos Panigirtzoglou, uno dei commentatori più notoriamente bearish su Bitcoin e criptovalute negli ultimi anni. Quando anche chi ha passato mesi a martellare il mercato inizia a parlare di esaurimento della pressione di vendita, vale la pena fermarsi e guardare i dati con attenzione, senza entusiasmo cieco ma neppure con pregiudizio.
Il quarto trimestre del 2025 è stato, per Bitcoin, uno dei più difficili da digerire. Le brusche vendite, concentrate soprattutto negli ultimi mesi dell’anno, hanno prodotto un clima cupo e ribassista, in netto contrasto con la tenuta – e in alcuni casi la forza – dei mercati azionari tradizionali. Questo scollamento ha colto molti di sorpresa e ha rafforzato la narrativa di una debolezza strutturale del comparto crypto. Proprio in questo contesto Panigirtzoglou interviene, sostenendo che gli outflow significativi di dicembre potrebbero essere ormai agli sgoccioli.
Il punto centrale della sua analisi è semplice ma rilevante. Secondo JPMorgan, la pressione di vendita che ha caratterizzato la fine del 2025 sta rallentando in modo visibile. Non si tratta di un’improvvisa inversione rialzista, né di una previsione di rally imminente, ma di qualcosa di più sottile e spesso più importante: la possibile fine della fase di distribuzione forzata. Nei mercati finanziari, e in particolare in quelli ad alta volatilità come quello di Bitcoin, i bottom non nascono dall’ottimismo, ma dall’esaurimento di chi vende.
È inevitabile, però, contestualizzare queste parole. Panigirtzoglou non gode di una reputazione impeccabile tra gli investitori crypto. Nel 2024 ha sbagliato in modo clamoroso diverse previsioni sugli ETF Bitcoin, sottovalutandone l’impatto sulla domanda e sulla struttura del mercato. Anche nel 2025 non sono mancate letture eccessivamente pessimistiche. Questo rende il suo cambio di tono ancora più interessante. Non perché debba essere preso come verità rivelata, ma perché segnala un cambio di sentiment anche tra gli osservatori più scettici.
I più ottimisti, e chi scrive non lo nasconde, leggeranno questo passaggio come un segnale quasi contrarian. Se anche uno degli storici bear del settore inizia a intravedere un possibile bottom, allora forse il peggio è davvero alle spalle. I più riflessivi, invece, vorranno capire da dove arrivano questi segnali e se trovano conferma in altri dati di mercato. È l’approccio corretto, perché nessun singolo analista, per quanto inserito in una grande banca d’affari, può da solo definire un punto di svolta.
Un elemento che rafforza la lettura di un possibile rasserenamento arriva da un fronte apparentemente laterale, ma in realtà molto rilevante: MSCI. Il grande gestore di indici ha deciso di non rimuovere Strategy dai propri indici, garantendo così la prosecuzione dei flussi passivi verso la società guidata da Michael Saylor. È una decisione tecnica, ma con implicazioni concrete per il mercato di Bitcoin.
Strategy è stata uno dei principali acquirenti strutturali di Bitcoin spot nel corso del 2025. La sua attività di accumulo ha rappresentato una fonte costante di domanda in un anno complesso, contribuendo a sostenere il prezzo in più fasi. Il rallentamento degli acquisti da parte della società ha coinciso, non a caso, con una fase di lateralizzazione e debolezza del prezzo di BTC. La conferma della presenza di Strategy negli indici MSCI significa che, almeno per qualche altro mese, gli investimenti passivi continueranno a fluire verso una delle entità più esposte a Bitcoin.
Questo elemento non va sopravvalutato, ma neppure ignorato. Nei mercati moderni, i flussi passivi hanno un peso enorme, spesso superiore alle decisioni discrezionali dei singoli investitori. Sapere che una parte di questi flussi continuerà a raggiungere un soggetto fortemente esposto a Bitcoin rappresenta un fattore di stabilizzazione, soprattutto in una fase in cui il sentiment è ancora fragile.
Mettendo insieme questi elementi, il quadro che emerge non è quello di un mercato improvvisamente tornato bullish, ma di un mercato che potrebbe aver completato la fase più intensa di pressione ribassista. La distinzione è fondamentale. Un bottom non coincide necessariamente con un immediato rialzo. Spesso è una fase di accumulo silenzioso, caratterizzata da volatilità ridotta, scambi meno emotivi e crescente disinteresse da parte del pubblico generalista. Ed è proprio questo il tipo di contesto che i dati citati da JPMorgan sembrano descrivere.
Bitcoin, in questo senso, resta il baricentro dell’intero ecosistema. Se la pressione di vendita su BTC si attenua, è difficile immaginare che il resto del mercato crypto possa continuare a scendere in modo significativo. La dipendenza strutturale delle altcoin da Bitcoin non è venuta meno, nonostante anni di tentativi di emancipazione narrativa. Un miglioramento delle condizioni su BTC è quasi sempre un prerequisito per una stabilizzazione più ampia.
Resta, naturalmente, il tema della credibilità delle previsioni. Panigirtzoglou potrebbe sbagliarsi anche questa volta. Non sarebbe la prima, né l’ultima. Ma il valore di questa analisi non sta tanto nella previsione puntuale, quanto nel cambio di atteggiamento. Quando anche le grandi istituzioni finanziarie iniziano a rivedere posizioni eccessivamente pessimistiche, significa che i dati di mercato stanno cambiando, indipendentemente dalla narrativa dominante.
In definitiva, parlare di bottom “vicino” non significa dichiarare finita ogni incertezza. Significa riconoscere che le vendite forzate sembrano diminuire, che alcune fonti di domanda strutturale restano attive e che il sentiment più estremo potrebbe aver già dato il peggio di sé. Per chi osserva Bitcoin con un orizzonte di medio-lungo periodo, questi sono segnali che meritano attenzione, non euforia. Il mercato crypto non ha bisogno di profeti, ma di letture sobrie. E, paradossalmente, quando anche uno storico bear inizia a ricredersi, forse il mercato sta davvero preparando il prossimo capitolo.