Il rally delle criptovalute sta cambiando velocità e, dopo aver riportato entusiasmo sui principali asset digitali, sta raggiungendo anche il segmento più speculativo del mercato. Nelle ultime sedute l’attenzione degli investitori si è spostata infatti sulle memecoin a tema cane e gatto, dove alcuni token minori hanno registrato rialzi a tre cifre nell’arco di una sola settimana.
A guidare il movimento è stato Cash Cat, progetto sviluppato sulla Robinhood Chain, che nelle ultime 24 ore ha guadagnato circa il 51%, portandosi intorno a 0,218 dollari. La crescita settimanale ha superato il 113%, mentre nell’ultimo mese il token ha messo a segno un incremento vicino al 345%. La sua capitalizzazione è arrivata così a circa 215 milioni di dollari, con volumi giornalieri nell’ordine degli 80 milioni, un livello particolarmente elevato rispetto alle dimensioni complessive del progetto.
Il fenomeno, però, non riguarda un singolo token. Thinking Cat ha guadagnato circa il 131% in sette giorni, mentre Purr è avanzato del 93%. Popcat ha registrato un rialzo vicino al 54% e cat in a dogs world, conosciuto anche come MEW, è cresciuto di circa il 49%. Numeri che mostrano come la nuova fase rialzista stia progressivamente coinvolgendo asset sempre più piccoli e caratterizzati da una maggiore componente speculativa.
Lo stesso comportamento si osserva tra le memecoin legate al mondo dei cani. Dog, token costruito nell’ecosistema Bitcoin, ha quasi raddoppiato il proprio valore in una settimana. Dogwifhat ha guadagnato circa il 64%, Bonk il 47% e Floki il 40%. Anche i nomi più conosciuti del settore hanno partecipato al movimento, sebbene con percentuali meno estreme. Dogecoin ha registrato un progresso settimanale di circa il 32%, mentre Shiba Inu è salito di circa il 30%.
La dinamica è strettamente collegata al miglioramento generale del mercato crypto. Bitcoin ha superato nuovamente quota 80.000 dollari e ha accumulato un rialzo di circa il 25% nell’arco di sette giorni. Quando gli asset principali accelerano e la percezione del rischio diminuisce, una parte dei capitali tende a spostarsi verso token con capitalizzazione più ridotta, nella speranza di ottenere rendimenti superiori. È un meccanismo già osservato in numerosi cicli del mercato digitale.
Le memecoin rappresentano però una categoria particolare. Il loro valore non dipende generalmente da utili, ricavi o flussi finanziari tradizionali, ma soprattutto dalla forza delle comunità online, dalla notorietà del progetto, dall’attività sui social network e dalla domanda speculativa. Proprio per questo possono registrare movimenti molto più rapidi rispetto alle criptovalute maggiori.
La ridotta liquidità dei token più piccoli può amplificare ulteriormente il fenomeno. Quando arrivano molti compratori in un mercato con pochi ordini disponibili, anche quantità relativamente limitate di capitale possono produrre variazioni di prezzo significative. Lo stesso meccanismo, tuttavia, funziona nella direzione opposta quando gli investitori iniziano a vendere. Le salite possono essere violente, ma altrettanto rapide possono diventare le correzioni.
Un altro segnale arriva dal Crypto Fear & Greed Index, indicatore utilizzato per misurare il sentiment degli investitori. L’indice è salito intorno a quota 75, rispetto a valori vicini a 30 soltanto una settimana prima. Il mercato è quindi passato in pochi giorni da una fase dominata dalla prudenza a una condizione di forte propensione al rischio.
Il ritorno delle memecoin al centro dell’attenzione può essere letto come uno dei segnali più evidenti della nuova fiducia che attraversa il mercato crypto. Allo stesso tempo, proprio l’accelerazione dei token più piccoli ricorda quanto velocemente l’entusiasmo possa trasformarsi in volatilità. La corsa di cani e gatti digitali fotografa quindi un mercato tornato aggressivo, nel quale la ricerca del rendimento sta spingendo gli operatori sempre più lontano lungo la curva del rischio.