Il nuovo rialzo del Bitcoin sopra quota 80.000 dollari ha riacceso il dibattito sulle forze macroeconomiche che stanno sostenendo il mercato delle criptovalute. Secondo Arthur Hayes, cofondatore di BitMEX e oggi alla guida del fondo Maelstrom, uno dei fattori più importanti non arriva direttamente dalla Federal Reserve, ma dal Tesoro degli Stati Uniti e dal suo programma di riacquisto dei titoli di Stato a lunga scadenza.
Il Tesoro americano ha infatti deciso di ampliare le operazioni di buyback sui bond di lungo periodo. Dal 9 settembre il limite massimo per singola operazione salirà a 4 miliardi di dollari, il doppio rispetto ai livelli precedenti. L’obiettivo ufficiale è migliorare il funzionamento del mercato dei Treasury e ridurre le tensioni sui rendimenti, in particolare sulle scadenze più lunghe, che negli ultimi mesi hanno risentito dell’aumento del debito pubblico e delle preoccupazioni degli investitori sulla sostenibilità fiscale degli Stati Uniti.
Per Hayes, però, l’effetto può essere molto più ampio. Quando il Tesoro riacquista obbligazioni immettendo liquidità nel sistema e contemporaneamente aumenta l’emissione di titoli a breve termine, una parte del capitale può essere liberata e tornare verso gli asset più rischiosi. In questo scenario Bitcoin tende a beneficiare della maggiore disponibilità di dollari, perché viene considerato da molti investitori uno degli strumenti più sensibili alle variazioni della liquidità globale.
Il ragionamento richiama quanto accaduto tra il 2023 e il 2024. In quella fase il Tesoro aumentò il ricorso ai Treasury Bill, attirando capitali che si trovavano parcheggiati nella struttura di reverse repo della Federal Reserve. Il progressivo ritorno di quella liquidità nel sistema finanziario coincise con una forte ripresa dei mercati azionari tecnologici e delle criptovalute. Bitcoin passò da livelli inferiori ai 30.000 dollari a valori molto più elevati nei mesi successivi.
La situazione attuale presenta però elementi diversi. Il debito federale statunitense ha ormai superato i 40.000 miliardi di dollari e i rendimenti dei Treasury a lunga scadenza restano sotto osservazione. Un ulteriore aumento dei tassi sui titoli decennali e trentennali potrebbe rendere più costosi mutui, finanziamenti alle imprese e credito al consumo, creando pressioni sull’economia americana. Proprio per questo il mercato sta osservando con attenzione ogni intervento del Tesoro.
Hayes ritiene che i riacquisti possano rappresentare soltanto l’inizio di una strategia più ampia. Se i rendimenti dovessero continuare a salire, Washington potrebbe essere spinta ad aumentare ulteriormente gli acquisti oppure utilizzare altre fonti di liquidità, compreso il Treasury General Account, il conto attraverso il quale il governo gestisce una parte significativa delle proprie disponibilità finanziarie.
La reazione del Bitcoin è stata immediata. La criptovaluta ha superato gli 80.000 dollari raggiungendo i livelli più alti degli ultimi mesi, mentre anche altri asset digitali hanno registrato forti rialzi. Il movimento è stato favorito inoltre dalla debolezza del dollaro, dagli afflussi verso gli ETF spot e dalla chiusura forzata di numerose posizioni ribassiste.
Il quadro resta tuttavia caratterizzato da una volatilità elevata. Una maggiore liquidità può sostenere il mercato, ma non elimina il rischio di correzioni improvvise, soprattutto dopo accelerazioni molto rapide. Hayes stesso considera possibili fasi di ribasso anche violente durante un eventuale nuovo ciclo rialzista.
La tesi centrale è quindi che il prossimo impulso del Bitcoin potrebbe dipendere meno dai tradizionali tagli dei tassi della Federal Reserve e più dalle modalità con cui il Tesoro americano gestirà debito, rendimenti e liquidità. Se gli interventi sui Treasury dovessero aumentare, Bitcoin potrebbe continuare a essere uno dei principali beneficiari della ricerca globale di asset alternativi in un contesto segnato da debito elevato, pressione sui rendimenti, timori di svalutazione monetaria e crescente attenzione degli investitori istituzionali verso gli asset digitali come componente dei portafogli globali.