Blockchain.com amplia la propria offerta globale e porta i prestiti garantiti da criptovalute in oltre 70 paesi, inserendosi in uno dei segmenti più dinamici della finanza digitale. Il nuovo servizio consente ai possessori di Bitcoin, Ethereum e USDC di ottenere liquidità senza vendere i propri asset, utilizzandoli come garanzia per accedere a un finanziamento. È un passaggio importante perché intercetta una necessità sempre più diffusa tra gli investitori crypto: trasformare il valore accumulato nel tempo in capitale disponibile, senza rinunciare alla posizione detenuta sul mercato.
Il funzionamento è semplice. Chi possiede criptovalute può depositarle come collaterale e ricevere un prestito, mantenendo così l’esposizione ai propri asset digitali. In questo modo, un investitore che non vuole liquidare Bitcoin o Ethereum può comunque ottenere fondi per esigenze personali, investimenti, acquisti immobiliari, gestione fiscale o attività imprenditoriali. La logica è quella già conosciuta nella finanza tradizionale, dove titoli, immobili o altri beni patrimoniali possono essere usati come garanzia. La differenza è che qui il patrimonio dato in garanzia è composto da asset digitali.
Secondo Blockchain.com, il mercato globale del credito crypto avrebbe ormai superato i 70 miliardi di dollari, segno che il settore non è più una nicchia sperimentale. Dopo anni in cui le criptovalute sono state viste soprattutto come strumenti di speculazione o riserva alternativa di valore, cresce ora la domanda di prodotti più maturi, capaci di collegare il mondo crypto a esigenze finanziarie concrete. Il lending garantito da criptovalute rappresenta proprio questo ponte: consente di usare il valore digitale senza trasformarlo immediatamente in vendita.
L’offerta di Blockchain.com prevede tassi annui a partire dall’1,9%, una soglia che la società presenta come particolarmente competitiva rispetto ad altri operatori del settore. Il servizio si rivolge soprattutto ai grandi detentori di criptovalute, ma l’allargamento a una platea globale più ampia indica una strategia precisa: portare strumenti finanziari prima riservati a clienti ad alto patrimonio dentro un ecosistema consumer più accessibile. Non a caso, il lancio arriva dopo Blockchain Wealth, il programma dedicato a individui con patrimoni elevati e trader ad alto volume, che aveva già avuto accesso anticipato alla funzione di prestito.
Fondata nel 2011, Blockchain.com è una delle realtà storiche dell’industria crypto. La società dichiara oltre 40 milioni di utenti verificati e transazioni facilitate per più di 1,2 trilioni di dollari. Il nuovo prodotto si inserisce quindi in una fase di rafforzamento della piattaforma, che negli ultimi mesi ha ampliato la propria gamma di servizi. Ad aprile, per esempio, Blockchain.com ha introdotto il trading di futures perpetui self-custodied nel proprio wallet DeFi, tramite integrazione con Hyperliquid, permettendo agli utenti di operare su derivati senza trasferire fondi verso exchange terzi.
Il contesto competitivo, però, è già affollato. Operatori come Nexo, Ledn e Coinbase offrono prodotti simili, puntando sullo stesso principio: consentire agli investitori di ottenere liquidità senza vendere criptovalute. La differenza si giocherà su tre elementi essenziali: costo del finanziamento, sicurezza della custodia e solidità regolamentare. In un settore ancora segnato dalla memoria dei fallimenti e delle crisi di fiducia degli anni passati, la parola regolamentazione diventa decisiva quanto la promessa di rendimento.
Il lancio dei prestiti crypto in oltre 70 giurisdizioni conferma una tendenza più ampia: le criptovalute stanno entrando in una fase di maggiore integrazione con la finanza ordinaria. Non sono più soltanto strumenti da comprare, vendere o conservare, ma diventano basi patrimoniali su cui costruire credito, liquidità e pianificazione finanziaria. Resta naturalmente il nodo del rischio, perché il valore del collaterale può oscillare rapidamente e imporre richieste di integrazione della garanzia o liquidazioni forzate. Tuttavia, per gli investitori più strutturati, il prodotto può rappresentare una soluzione efficiente.
La mossa di Blockchain.com segnala dunque un’evoluzione chiara: il mercato crypto vuole diventare infrastruttura finanziaria completa. Non solo exchange, wallet e trading, ma anche prestiti, servizi patrimoniali, DeFi integrata e strumenti pensati per chi considera Bitcoin ed Ethereum non semplici scommesse speculative, ma componenti stabili del proprio patrimonio digitale.