BNY rafforza la propria presenza nel settore degli asset digitali e prepara l’ingresso dello staking nella piattaforma di custodia dedicata agli investitori istituzionali. La società finanziaria statunitense ha avviato una collaborazione strategica con Galaxy, che fornirà l’infrastruttura tecnologica necessaria e parteciperà anche alla progettazione dei nuovi servizi blockchain. L’iniziativa è ancora soggetta alla valutazione delle autorità competenti, ma segnala un ulteriore avvicinamento tra la finanza tradizionale e le reti decentralizzate.
Lo staking è il meccanismo utilizzato dalle blockchain basate sul modello proof-of-stake per convalidare le transazioni e proteggere la rete. I possessori di determinati asset digitali possono vincolare i propri token e contribuire al funzionamento del sistema, ricevendo in cambio ricompense. Per gli operatori professionali, tuttavia, questa attività presenta difficoltà tecniche, operative e normative, perché spesso richiede il trasferimento delle criptovalute verso piattaforme esterne o fornitori specializzati.
Il progetto di BNY punta a eliminare proprio questo passaggio. I clienti istituzionali idonei potranno utilizzare gli asset conservati nella piattaforma della banca per partecipare allo staking senza spostarli presso un altro custode. In questo modo la custodia e la generazione dei rendimenti resteranno all’interno di un unico modello operativo, con procedure integrate e controlli pensati per fondi, banche, gestori patrimoniali e altri grandi investitori.
Galaxy metterà a disposizione la propria esperienza nelle reti proof-of-stake e nelle infrastrutture dedicate agli asset digitali. La collaborazione non riguarderà soltanto l’esecuzione tecnica dello staking, ma anche lo sviluppo più ampio della piattaforma di BNY. L’obiettivo è costruire un servizio capace di combinare sicurezza, continuità operativa, rendicontazione e accesso alle opportunità offerte dalle blockchain pubbliche.
Il nuovo sistema potrà essere collegato, quando applicabile, ad altre attività già presenti nell’offerta di BNY, come la contabilità dei fondi, la reportistica fiscale, i pagamenti e le comunicazioni destinate ai clienti. Per gli investitori istituzionali questo aspetto è centrale, perché l’adozione delle criptovalute non dipende soltanto dal rendimento potenziale. Sono necessari strumenti per valutare i rischi, registrare correttamente le operazioni, rispettare gli obblighi normativi e garantire una chiara separazione degli asset.
BNY opera nel cuore dei mercati finanziari globali e, al 30 giugno 2026, amministrava o custodiva asset per 62.600 miliardi di dollari, oltre a gestire direttamente 2.200 miliardi. La sua decisione di integrare lo staking assume quindi un valore che supera il singolo servizio. Una delle maggiori infrastrutture finanziarie mondiali sta riconoscendo che la custodia delle criptovalute non può limitarsi alla semplice conservazione delle chiavi digitali, ma deve includere funzioni capaci di rendere produttivi gli asset.
Il percorso era iniziato nel 2022, quando BNY aveva lanciato negli Stati Uniti la propria piattaforma di custodia digitale, consentendo a una selezione di clienti di detenere e trasferire bitcoin ed ether. Da allora il gruppo ha ampliato il lavoro sulla tokenizzazione, sui pagamenti digitali e sui sistemi di regolamento disponibili senza le tradizionali interruzioni dei mercati.
L’integrazione dello staking rappresenta anche una risposta alla crescente domanda degli investitori professionali, interessati a ottenere ricompense dagli asset basati su proof-of-stake senza rinunciare alle garanzie operative offerte da un grande custode regolamentato. Restano comunque rischi legati alla volatilità, alle regole dei protocolli, alle possibili penalizzazioni tecniche e all’evoluzione normativa. Le ricompense non sono fisse e possono variare in base alla rete, alla quantità di token vincolati e alle condizioni del mercato.
La collaborazione tra BNY e Galaxy mostra come il mercato stia passando dalla fase sperimentale alla costruzione di servizi finanziari completi. Le banche non osservano più la blockchain soltanto come una tecnologia esterna, ma iniziano a incorporarla nelle proprie infrastrutture. Se il progetto riceverà le autorizzazioni necessarie, lo staking potrà diventare una funzione ordinaria della custodia istituzionale, avvicinando ulteriormente criptovalute e finanza globale.