La tokenizzazione degli asset reali sta entrando in una fase sempre più centrale nel dibattito sulla trasformazione della finanza globale. A confermarlo sono le parole di Ben Zhou, CEO di Bybit, intervenuto alla conferenza Goldman Sachs Asia Pacific FinTech Conference 2026, dove ha spiegato che la finanza basata su blockchain non rappresenta più un segmento laterale del mercato digitale, ma una possibile infrastruttura destinata a rimodellare il funzionamento dei mercati nei prossimi anni.
Secondo Zhou, la tokenizzazione può portare i mercati finanziari verso un modello operativo attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, superando molti limiti della finanza tradizionale. Oggi gran parte degli strumenti finanziari segue ancora tempi, procedure e intermediazioni costruite su un sistema nato in un’altra epoca. Le borse hanno orari di apertura e chiusura, i regolamenti richiedono tempi tecnici, gli asset illiquidi restano spesso difficili da negoziare e molti investitori non accedono facilmente a strumenti riservati a operatori più strutturati. La blockchain, invece, introduce una logica diversa: mercati sempre aperti, scambi programmabili, tracciabilità delle operazioni e possibilità di frazionare beni complessi in unità digitali più accessibili.
Il punto più interessante non è soltanto tecnologico, ma strutturale. Tokenizzare significa trasformare un bene o un diritto in una rappresentazione digitale trasferibile su blockchain. Questo può riguardare azioni, obbligazioni, fondi, materie prime, immobili, crediti o altri asset tradizionalmente poco liquidi. In questo modo, strumenti che prima richiedevano procedure lunghe e intermediari numerosi potrebbero diventare più semplici da scambiare, amministrare e regolare. Per Zhou, l’obiettivo è costruire un’infrastruttura finanziaria più efficiente, capace di unire liquidità globale, custodia digitale, compliance e programmabilità.
La visione espressa dal CEO di Bybit si inserisce in un movimento più ampio che coinvolge anche altri grandi protagonisti del settore crypto. Brian Armstrong, CEO di Coinbase, è da tempo uno dei principali sostenitori della tokenizzazione, che considera una delle applicazioni più concrete e mature della blockchain. Armstrong ha più volte sottolineato come i mercati finanziari possano trarre vantaggio dalla possibilità di negoziare asset digitalizzati in ogni momento, con costi ridotti e con un accesso più diretto da parte degli investitori.
Coinbase sta infatti lavorando per integrare strumenti tokenizzati nella propria infrastruttura, puntando su un modello che combina custodia, trading, distribuzione e conformità normativa. Questo passaggio è essenziale perché la tokenizzazione non può svilupparsi solo come esperimento tecnologico. Per diventare davvero parte della finanza globale, deve dialogare con regolatori, banche, broker, gestori patrimoniali e investitori istituzionali. Senza un quadro di fiducia, trasparenza e regole chiare, il rischio è che il potenziale resti confinato a nicchie speculative.
Le dichiarazioni di Zhou e Armstrong mostrano quindi una convergenza importante: il settore crypto sta cercando di uscire dalla narrazione puramente speculativa per proporsi come infrastruttura della nuova finanza digitale. Le stablecoin hanno già dimostrato l’utilità della blockchain nei pagamenti e nei trasferimenti di valore. La tokenizzazione degli asset reali potrebbe rappresentare il passaggio successivo, portando sulla catena strumenti finanziari tradizionali e rendendoli più liquidi, più accessibili e più efficienti.
Naturalmente, restano molte sfide aperte. La prima riguarda la regolamentazione, perché ogni asset tokenizzato deve corrispondere a un diritto reale, verificabile e giuridicamente opponibile. La seconda riguarda la custodia, cioè la sicurezza degli strumenti digitali e la protezione degli investitori. La terza riguarda l’integrazione con il sistema finanziario esistente, che non può essere semplicemente sostituito, ma deve essere gradualmente connesso a nuove infrastrutture tecnologiche.
Il messaggio che arriva dalla conferenza di Goldman Sachs è però chiaro: la tokenizzazione non è più un tema marginale. È diventata una delle direttrici più rilevanti della competizione tra exchange crypto, banche, fintech e grandi operatori finanziari. Se il mercato riuscirà a unire innovazione, trasparenza e controllo normativo, la blockchain potrebbe trasformarsi da tecnologia di frontiera a vera architettura operativa della finanza globale.