Revolut compie un nuovo passo nella strategia di espansione internazionale e si prepara a rafforzare la propria presenza nel mercato delle criptovalute degli Emirati Arabi Uniti. La fintech britannica ha ottenuto l’approvazione preliminare della Virtual Assets Regulatory Authority di Dubai, conosciuta come VARA, per richiedere una licenza come fornitore di servizi relativi agli asset virtuali.
Il via libera riguarda tre aree operative centrali per il settore digitale. Revolut potrà sviluppare servizi di intermediazione, gestione e investimento, oltre alle attività di scambio di criptovalute. L’autorizzazione non consente ancora l’avvio immediato dell’offerta commerciale, perché la società dovrà completare l’intero percorso regolamentare e ottenere l’approvazione definitiva. Rappresenta però un passaggio decisivo verso il lancio dei servizi crypto nel Paese.
Una volta concluso il processo, gli utenti idonei residenti negli Emirati potranno acquistare, vendere e detenere asset digitali attraverso l’app principale di Revolut e tramite Revolut X, la piattaforma separata progettata per il trading di criptovalute. L’obiettivo è integrare queste funzioni in un ambiente regolamentato, con controlli sulla conformità, sulla gestione dei rischi e sulla protezione degli utenti.
La scelta degli Emirati non è casuale. Dubai sta costruendo da anni un sistema normativo dedicato agli asset virtuali, puntando ad attirare operatori internazionali senza rinunciare alla vigilanza. VARA regola le attività crypto nell’emirato, con esclusione del Dubai International Financial Centre, e richiede alle imprese di rispettare regole specifiche in materia di governance, tecnologia, condotta di mercato, antiriciclaggio e gestione del rischio.
Per Revolut, l’approvazione si inserisce in un progetto più ampio. Nel giugno 2026 la società ha già ottenuto dalla Banca centrale degli Emirati le licenze per i servizi di pagamento al dettaglio e per le strutture di valore memorizzato. Queste autorizzazioni permetteranno alla fintech di offrire conti digitali, pagamenti con carte fisiche e virtuali, trasferimenti locali e internazionali e gestione di più valute attraverso un’unica applicazione.
L’aggiunta dei servizi crypto potrebbe quindi trasformare Revolut in una piattaforma finanziaria completa per il mercato emiratino, capace di collegare strumenti tradizionali e asset digitali. La società conta oltre 75 milioni di clienti nel mondo e più di 16 milioni di utenti che utilizzano prodotti legati alle criptovalute. Numeri che mostrano quanto il comparto digitale sia diventato importante nella crescita del gruppo.
Il mercato degli Emirati rappresenta inoltre un terreno particolarmente favorevole. La popolazione è fortemente internazionale, l’utilizzo dei servizi finanziari digitali è elevato e Dubai vuole consolidare il proprio ruolo di centro globale per blockchain, tokenizzazione e finanza innovativa. In questo scenario, la presenza di un operatore come Revolut potrebbe aumentare la concorrenza e ampliare l’accesso a servizi crypto integrati con i pagamenti quotidiani.
Resta centrale il tema della regolamentazione. L’approvazione preliminare non equivale a una licenza pienamente operativa e Revolut non potrà offrire i nuovi servizi prima del completamento delle verifiche previste. Il percorso dimostra comunque come il settore stia entrando in una fase più matura, nella quale crescita tecnologica e controllo pubblico procedono insieme.
La mossa di Revolut conferma infine la crescente importanza del Medio Oriente nella competizione finanziaria globale. Gli Emirati non vogliono limitarsi a ospitare imprese crypto, ma puntano a costruire un ecosistema regolamentato, stabile e attrattivo. Per Revolut, Dubai può diventare la porta d’ingresso verso una nuova fase di espansione tra finanza digitale, pagamenti e investimenti virtuali.
Il progetto dovrà inoltre misurarsi con questioni delicate come la custodia delle risorse, la trasparenza delle commissioni, la selezione dei token disponibili e la prevenzione delle frodi. L’ingresso di una fintech conosciuta dal grande pubblico può favorire l’adozione, ma aumenta anche le responsabilità verso clienti meno esperti. Proprio per questo, la licenza definitiva sarà legata alla capacità di dimostrare controlli solidi, infrastrutture affidabili e procedure coerenti con gli standard fissati dall’autorità di Dubai.