Standard Chartered compie un nuovo passo nel mercato degli asset digitali diventando la prima banca a distribuire una stablecoin regolamentata ancorata al dollaro di Hong Kong. L’istituto offrirà infatti HKDAP, il token emesso da Anchorpoint Financial e progettato per mantenere una parità uno a uno con la valuta locale. La novità segna un passaggio importante per Hong Kong, che negli ultimi anni ha costruito un quadro normativo specifico con l’obiettivo di trasformarsi in uno dei principali poli asiatici per la finanza digitale.
HKDAP, acronimo di Hong Kong Dollar At Par, è una stablecoin emessa da Anchorpoint Financial, società partecipata da Standard Chartered Bank Hong Kong insieme a HKT e Animoca Brands. Anchorpoint ha ottenuto una delle prime licenze rilasciate dalla Hong Kong Monetary Authority nell’ambito della nuova disciplina sulle stablecoin entrata in vigore nell’agosto 2025. Il progetto è stato sviluppato con un’impostazione graduale, concentrandosi inizialmente su operatori istituzionali, imprese e partner autorizzati, prima di un possibile ampliamento dell’accesso.
Standard Chartered assumerà quindi un ruolo diretto nella distribuzione del token, accompagnando clienti selezionati nell’integrazione di HKDAP all’interno delle proprie attività finanziarie. Tra le applicazioni previste figurano la sottoscrizione di fondi, il regolamento delle operazioni con gestori patrimoniali, i trasferimenti interni tra società appartenenti allo stesso gruppo e i pagamenti internazionali. Si tratta di utilizzi che mostrano come le stablecoin stiano progressivamente uscendo dal perimetro prevalentemente legato al trading di criptovalute per entrare nei processi ordinari della finanza e della tesoreria aziendale.
Il punto centrale è la possibilità di trasferire valore attraverso infrastrutture blockchain mantenendo un riferimento stabile a una valuta tradizionale. In questo modello la tecnologia non sostituisce necessariamente il sistema bancario, ma può diventare una nuova infrastruttura di regolamento capace di funzionare in modo programmabile e potenzialmente continuo. Per banche, imprese e gestori di capitali, l’interesse riguarda soprattutto la velocità delle transazioni, l’automazione dei processi e la possibilità di integrare pagamenti e strumenti finanziari tokenizzati all’interno dello stesso ecosistema digitale.
Anchorpoint ha avviato il 12 agosto una fase iniziale di accesso limitato a HKDAP. I dati pubblicati dalla società mostrano che, almeno in questa fase beta, la circolazione del token rimane ancora contenuta, coerentemente con una strategia prudente. L’obiettivo appare infatti quello di verificare infrastruttura, procedure operative e casi d’uso prima di un’estensione più ampia. La società ha inoltre predisposto un sistema di trasparenza sulle riserve e prevede, con il lancio completo, una maggiore frequenza delle informazioni e attestazioni indipendenti sugli asset posti a copertura delle stablecoin in circolazione.
Il contesto regolatorio è uno degli elementi che rendono l’esperimento di Hong Kong particolarmente significativo. La Stablecoins Ordinance prevede un sistema di licenze per gli emittenti di token collegati a valute fiat e attribuisce alla Hong Kong Monetary Authority compiti di autorizzazione e vigilanza. L’impostazione punta a combinare innovazione e tutela del mercato, imponendo requisiti su riserve, gestione dei rischi, antiriciclaggio e sostenibilità operativa. Hong Kong intende così differenziarsi dai mercati nei quali le stablecoin si sono sviluppate prima dell’introduzione di regole dedicate.
La mossa di Standard Chartered arriva inoltre in una fase di forte accelerazione della tokenizzazione bancaria. Pochi giorni prima, la stessa banca aveva annunciato con HSBC la prima transazione transfrontaliera reale basata su depositi tokenizzati attraverso il nuovo registro blockchain di Swift. Il quadro che emerge è quello di una convergenza sempre più evidente tra banche tradizionali, infrastrutture finanziarie globali e tecnologie decentralizzate.
HKDAP rappresenta quindi molto più di un nuovo token. Il suo ingresso nei servizi di una grande banca internazionale suggerisce che la prossima fase delle stablecoin potrebbe giocarsi soprattutto sul terreno dei pagamenti, della gestione della liquidità e del regolamento degli asset tokenizzati. Hong Kong prova a posizionarsi al centro di questa trasformazione, costruendo un mercato nel quale innovazione tecnologica e supervisione finanziaria procedano insieme.