Tether compie un nuovo passo oltre il tradizionale mercato delle criptovalute e punta direttamente al finanziamento dell’economia reale. La società che emette USDT ha stretto una partnership con Fasanara Capital per creare StableFund, un nuovo fondo di private credit destinato soprattutto alle piccole e medie imprese e ai soggetti che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso ai canali bancari tradizionali.
Il progetto parte con un investimento complessivo iniziale di 400 milioni di dollari messo a disposizione dai due promotori e punta ad attirare fino a 3 miliardi di dollari di capitale da investitori istituzionali esterni. StableFund avrà una struttura evergreen, quindi senza una scadenza prestabilita, pensata per continuare a raccogliere e impiegare risorse nel tempo.
L’aspetto più innovativo riguarda però l’utilizzo di USDT. La stablecoin di Tether non viene impiegata semplicemente come strumento di investimento, ma come infrastruttura attraverso la quale trasferire rapidamente capitali tra Paesi, operatori finanziari e piattaforme fintech. L’obiettivo è ridurre i tempi e le complessità che caratterizzano i movimenti internazionali di denaro, soprattutto quando finanziatore e beneficiario si trovano in giurisdizioni differenti.
Questo non significa che le aziende finanziate dovranno necessariamente utilizzare criptovalute. Una piccola impresa europea, per esempio, potrà continuare a ricevere euro sul proprio normale conto corrente. USDT potrà essere utilizzato all’interno dell’infrastruttura finanziaria per spostare la liquidità, mentre i sistemi di conversione permetteranno di trasformarla successivamente nella valuta utilizzata dall’impresa.
I ruoli tra i due partner sono distinti. Tether partecipa come co-sponsor e mette a disposizione la propria rete tecnologica, i sistemi di regolamento e le infrastrutture necessarie per collegare stablecoin e valute tradizionali. Fasanara Capital assume invece il ruolo di gestore degli investimenti e si occuperà della selezione e dell’allocazione del credito attraverso la propria rete internazionale di operatori fintech.
La società londinese gestisce oltre 6 miliardi di dollari e opera nel private credit tecnologico e nell’asset-based finance. La sua rete raggiunge più di 60 Paesi e comprende attività legate ai prestiti alle PMI, al credito al consumo, ai crediti commerciali e alla supply chain finance. StableFund potrà quindi utilizzare una struttura già esistente per distribuire il capitale verso imprese e consumatori attraverso operatori specializzati nei singoli mercati.
L’iniziativa arriva in un momento di forte crescita del private credit. Questo mercato ha raggiunto dimensioni vicine ai 3.000 miliardi di dollari e potrebbe arrivare a circa 5.000 miliardi entro il 2029. Parallelamente, le piccole e medie imprese continuano a soffrire una carenza globale di finanziamenti stimata in circa 5.700 miliardi di dollari. È proprio in questo spazio che Tether e Fasanara intendono inserirsi.
L’operazione mostra anche come stia cambiando il ruolo delle stablecoin. Nate soprattutto come strumenti per muovere liquidità all’interno dei mercati crypto, oggi iniziano a essere utilizzate nei pagamenti internazionali, nella gestione della tesoreria, nella finanza commerciale e ora anche nel credito privato.
StableFund rappresenta quindi un esperimento particolarmente significativo perché collega due mondi finora spesso separati. Da una parte ci sono blockchain e stablecoin, dall’altra imprese, fatture, crediti commerciali e finanziamenti a breve termine. La tecnologia digitale diventa così il mezzo attraverso il quale il capitale può muoversi, mentre il destinatario finale può continuare a operare nell’economia tradizionale.
La vera sfida sarà dimostrare che questa architettura riesca effettivamente a rendere il credito più rapido, efficiente e accessibile senza aumentare i rischi. Se il modello funzionerà, StableFund potrebbe segnare un passaggio importante nell’evoluzione delle stablecoin, sempre meno confinate nel trading e sempre più integrate nelle infrastrutture attraverso cui il denaro finanzia imprese e attività produttive.