Visa accelera sul fronte del commercio agentivo e porta il proprio programma Agentic Ready anche in Asia Pacifico e America Latina. L’iniziativa nasce per preparare banche, issuer e partner di pagamento a uno scenario ormai sempre meno teorico: quello in cui gli agenti IA non si limitano a suggerire prodotti o rispondere alle domande degli utenti, ma iniziano a cercare, selezionare, acquistare e pagare per conto dei consumatori. È un passaggio delicato, perché trasforma l’intelligenza artificiale da semplice interfaccia conversazionale a soggetto operativo dentro il circuito economico digitale.
Il programma era già attivo nel Regno Unito e in Europa con più di 20 partner. Ora Visa punta ad ampliarlo con oltre 85 nuovi partner nelle due nuove regioni, con l’obiettivo di estendere ulteriormente la rete nel corso dell’anno. La scelta non è casuale. Asia Pacifico e America Latina sono mercati in cui i pagamenti digitali, i wallet mobili, le super app e le soluzioni fintech hanno già una forte penetrazione. Portare lì i test sui pagamenti agentivi significa osservare il futuro del commercio in ambienti dove l’adozione tecnologica può essere rapida e molto concreta.
Agentic Ready offre alle banche emittenti un percorso strutturato per provare le transazioni avviate da agenti IA in contesti controllati, ma non puramente teorici. I test avvengono infatti con carte attive e commercianti reali, così da verificare non soltanto il funzionamento tecnico del pagamento, ma anche la tenuta complessiva dei processi. Le banche possono analizzare l’iscrizione della carta, la tokenizzazione, l’autenticazione, i meccanismi di fiducia e i sistemi di controllo. In questo modo, eventuali criticità operative possono emergere prima che il commercio guidato dagli agenti raggiunga una scala di massa.
Il punto centrale è la fiducia. Quando un consumatore paga direttamente, il sistema tradizionale conosce chi autorizza l’operazione. Quando invece è un agente AI ad avviare il pagamento, occorre stabilire chi ha dato l’ordine, entro quali limiti, con quali autorizzazioni e con quali garanzie in caso di errore, abuso o comportamento imprevisto. Per i circuiti di pagamento, questa è la vera sfida: rendere automatico il commercio senza rendere opaca la responsabilità.
L’espansione di Agentic Ready si inserisce in una strategia più ampia. All’inizio di aprile, Visa ha presentato Intelligent Commerce Connect, una piattaforma pensata per consentire agli agenti IA di elaborare pagamenti su più reti di carte, non soltanto Visa, attraverso un’unica integrazione nella Visa Acceptance Platform. Il progetto è in fase pilota con partner come AWS, Highnote e Mesh, e punta a costruire un livello infrastrutturale comune per il commercio gestito dall’intelligenza artificiale.
La piattaforma supporta diversi protocolli agentivi, tra cui Trusted Agent Protocol, Machine Payments Protocol, Agentic Commerce Protocol e Universal Commerce Protocol. Questo dettaglio è importante perché mostra che Visa non sta lavorando solo su un singolo prodotto, ma su un’infrastruttura capace di dialogare con standard differenti. In un mercato ancora nascente, la capacità di interoperare può diventare decisiva quanto la velocità del pagamento.
La corsa ai pagamenti agentivi è appena iniziata, ma coinvolge già i principali attori globali. Chi controllerà il livello di autorizzazione, sicurezza e regolamento delle transazioni avviate dagli agenti IA potrà avere un ruolo centrale nel commercio digitale dei prossimi anni. Non si tratta soltanto di far pagare una macchina al posto dell’uomo, ma di costruire un ambiente in cui il consumatore possa delegare alcune scelte senza perdere protezione, controllo e consapevolezza.
Visa sembra voler presidiare proprio questo passaggio. L’azienda sa che gli agenti IA diventeranno utili solo se potranno completare azioni reali, e il pagamento è l’azione decisiva per trasformare una raccomandazione in una transazione. Per questo Agentic Ready non è soltanto un programma sperimentale, ma un banco di prova per il nuovo rapporto tra intelligenza artificiale, banche, circuiti di pagamento e consumatori. Se il commercio agentivo diventerà una parte ordinaria dell’economia digitale, la sua affidabilità dipenderà dalla qualità delle infrastrutture costruite oggi.